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Category Archives: Politica

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Il Futuro è nelle Nostre Mani: Assemblea a RitmoLento

Category : Agorà per il NO , Politica

Dopo una lunga ed estenuante campagna, il NO al referendum costituzionale ha trionfato con più di 17 milioni di voti.

La proposta di revisione della Costituzione proposta dal Governo Renzi è stata nettamente respinta alle urne da milioni di cittadini provocando la caduta del governo.

Come RitmoLento e Studenti per il No Bologna abbiamo partecipato alle attività del Comitato per il No. Attività che più di una volta sono state ignorate dai media locali e nazionali nonostante le centinaia di volontari e attivisti che le hanno animate svolgendo banchetti, iniziative, attraversando contestazioni e mobilitazioni (come quella del 27 novembre a Roma) e provando ad aprire spazi di discussione e partecipazione in una campagna elettorale asfissiata dalla presenza mediatica di Renzi e dagli slogan colmi di vuota retorica vomitati dal governo.

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Nel dibattito post referendario abbiamo assistito all’immediata volontà dei commentatori politici di incasellare il risultato del Referendum e trasformarlo in consenso per le principali forze di opposizione interne ed esterne al PD.

Il NO del 4 dicembre, però, è stato frutto anche dell’impegno di studenti, lavoratori precari e cittadini che non si sono rassegnati alla chiusura degli spazi di partecipazione, a uno svuotamento della politica nella società e alla logica del menopeggismo.

In questi mesi al contrario abbiamo deciso di spedire un secco No alla riforma provando a innescare nei quartieri, nelle piazze, in scuole e università strumenti di partecipazione e discussione dal basso, sperimentazioni di nuove pratiche di incontro e scambio di opinioni e di condivisione di un percorso collettivo.

Abbiamo deciso di impegnarci nella costruzione di un No sociale che andasse oltre la difesa della Costituzione in quanto tale e provasse a rivendicare una sua reale applicazione, a partire proprio dalle modalità di partecipazione democratica dei cittadini alla vita dei luoghi che attraversano quotidianamente.

Abbiamo organizzato, quindi, le “Agorà per il No”: veri e propri momenti di discussione dei contenuti della riforma pubblici e orizzontali, che hanno coinvolto decine e decine di persone e contribuito a comprendere e mettere a sistema le diverse sensibilità con cui

Ci siamo impegnati per dare la possibilità di votare fuorisede, tramite lo strumento dei rappresentanti di lista, rimediando a diritto che dovrebbe essere garantito dallo Stato ma che vede tanti lavoratori e studenti senza residenza essere impossibilitati a tornare nei propri luoghi di appartenenza per votare.

Più di 3000 persone hanno così potuto votare No a Bologna, oltre 70.000 a livello nazionale, facendo emergere sempre più la necessità di una riforma delle condizioni di cittadinanza.

Abbiamo volantinato nel quartiere, nelle scuole e nelle università, costruendo mobilitazioni territoriali e nazionali, contestando il Ministro Boschi alla festa dell’Unità e il seminario propagandistico a crediti formativi dell’Università di Bologna.

La nostra campagna per il No al referendum delinea un no fortemente diverso rispetto a quello delle principali forze politiche di opposizione.

Non abbiamo costruito il nostro NO contro un governo ma contro la visione della democrazia e degli equilibri istituzionali e contro le politiche che in questi 1000 giorni sono state messe in campo, dalla Buona Scuola al Job’s Act passando per lo Sblocca Italia.

Non a favore di una politica piena di retorica ma lontana dai bisogni della gente ma di una politica fatta dal basso, in grado di entrare nella società e nei suoi luoghi che viviamo quotidianamente ed avere la forza e la volontà di cambiarli e trasformarli.

Il nostro No ha voluto rappresentare quei milioni di giovani e cittadini per i quali la politica oggi non è in grado di delineare un orizzonte di certezze e possibilità.

Per questo il risultato del referendum non ci basta. La riforma è stata respinta ma la realtà sociale in cui viviamo, l’immobilità della politica e la mancanza di spazi di partecipazione realmente inclusivi e decisionali rimangono.

Per questo non ci accontentiamo del risultato ma decidiamo di lanciarci di nuovo, per costruire un reale cambiamento necessario a questo paese e alla vita di tutte e tutti noi. Ci vediamo il 12 dicembre alle 19.00 a RitmoLento, perché ora il futuro è nelle nostre mani!

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Assemblea a RitmoLento

Camminare domandando: il percorso del RitmoLento

Praticità di Sogni e Progetti Collettivi

L’esperienza di questi primi 8 mesi di apertura ci ha regalato tante emozioni ma anche molti spunti di riflessione sul ruolo che intendiamo assumere nel quartiere e in città, sui modi di relazionarci tra di noi e all’esterno, coniugando costantemente le urgenze organizzative e gestionali, con l’esigenza incessante di ambire a costruire progetti sempre più grandi.

In questi mesi abbiamo sperimentato, osato, provato a rendere il RitmoLento un qualcosa di più di uno spazio fisico di aggregazione.

Il RitmoLento per noi doveva essere un luogo collettivo in cui riflettere insieme sui problemi e i disagi che viviamo quotidianamente e sulle passioni e i desideri che, troppo spesso, coltiviamo in solitudine, senza avere la possibilità di esprimerli e vederli valorizzati.

Ci siamo scontrati con le difficoltà di prendersi cura di uno spazio comune, di dover ricercare costantemente buone pratiche di convivenza che permettessero a tutte e tutti di sentirsi inclusi e partecipi, ma anche responsabili, di tutto quello che decidevamo di produrre: dalla scelta dei colori con cui tinteggiare i muri alle campagne politiche, dalle iniziative culturali alle modalità con cui gestire collettivamente il bar. 

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L’inizio del percorso

Mentiremo dicendo che tutto è stato semplice, che basta avere la giusta dose di entusiasmo e tanta voglia di fare per superare qualsiasi ostacolo e problema.

Di certo l’entusiasmo non ci manca ma, dietro l(a) (r)esistenza del RitmoLento, c’è la piccola meraviglia dell’impegno quotidiano di decine di studentesse e studenti, di giovani lavoratori e lavoratrici precari che hanno deciso di mettersi in discussione e dedicare parte del proprio tempo alla costruzione di un progetto nuovo e ambizioso.

Man mano che abbiamo cominciato a riflettere, ci siamo accorti di come, se si rompe il muro che ci porta a vedere le nostre esistenze come separate, distanti e spesso addirittura in competizione, si possa ricostruire una visione collettiva dei fenomeni che subiamo e che condizionano il nostro modo di studiare, lavorare e vivere la città.

E così sono stati quasi un centinaio gli appuntamenti proposti, condivisi e realizzati finora tra iniziative, laboratori, momenti di autoformazione che hanno visto una grande, incredibile e, spesso, inaspettata partecipazione.

Abbiamo provato a moltiplicare gli sforzi per organizzare momenti di approfondimento che ci potessero aiutare a formare degli strumenti utili ad analizzare criticamente tutto quello che succede intorno a noi.

Tuttavia più scendevamo nel profondo delle questioni, più aprivamo lo sguardo a quello che accadeva intorno a noi e più ci siamo resi conto di quanto le cose stessero cambiando a un ritmo vertiginoso e, troppo spesso, in una direzione che non vogliamo e non intendiamo accettare.

Durante il percorso: iniziative a RitmoLento

In città l’intolleranza verso i migranti, gli studenti e, più in generale, verso chiunque appaia diverso o turbi la quiete e la tranquillità dello status quo, sta assumendo una dimensione preoccupante e potenzialmente fuori controllo.

Nella retorica su Piazza Verdi, negli sgomberi delle occupazioni abitative, passando per i sempre più brutali atti di repressione che hanno coinvolto anche scuole e università, vediamo la volontà delle istituzioni di assecondare il sentimento di paura provato da una fetta sempre più ampia della popolazione e il rifiuto sistematico di indagare più profondamente le cause di questo disagio sociale e di questo imbarbarimento culturale.

Tutto ciò alimenta una logica divisiva e contribuisce a frammentare ancora di più il contesto sociale in cui agiamo, coinvolgendo purtroppo anche il mondo dell’associazionismo che pure in questa città vanta una lunga e radicata capacità di mobilitazione e attrazione.

Anche gli spazi collettivi così corrono il rischio di reagire rinchiudendosi in se stessi e ponendosi come unico obiettivo la conservazione del proprio piccolo e circoscritto campo di azione, senza porsi il problema di aggredire i processi che subiamo quotidianamente e che impattano in modo spesso violento sulle nostre vite e le nostre esperienze.

Da un lato, ci sta stretto il campo del volontariato “una tantum”, ci sta stretta la visione di una società organizzata a compartimenti stagni in cui ognuno ha il suo ruolo da rispettare e la sua parte da recitare.

Dall’altro abbiamo imparato a riconoscere le storture di un sistema ingiusto, che alimenta le disuguaglianze e impoverisce le nostre vite e le nostre città, generando contemporaneamente la narrazione tossica del nemico che, guarda caso, è sempre quello un po’ più povero e un po’ più nero di noi.

Di fronte a tutto questo, abbiamo maturato la volontà di uscire fuori delle nostre mura con più forza e più determinazione, provando ad aggredire queste storture e a costruire una narrazione alternativa, che sappia cogliere il nostro desiderio di cambiamento e ribaltare la logica dell’individualismo e della competizione.

In questo senso il percorso verso il Referendum Costituzionale ha rappresentato il nostro primo tentativo di costruire una campagna politica che travalicasse il RitmoLento e si rivolgesse al quartiere e alla città.

Il desiderio di conoscere i contenuti della riforma ci ha spinto ad informarci, ad organizzare momenti di autoformazione e dibattiti con professori ed esponenti di altre realtà e associazioni.  

Ci siamo confrontati, abbiamo discusso e, insieme, abbiamo riconosciuto i pericoli e le criticità di una riforma costituzionale confusa e pasticciata.

Abbiamo individuato i limiti di una visione della democrazia che esaspera i concetti di governabilità e velocità, riduce gli spazi di partecipazione attiva e alimenta la distanza tra un elite politica, che amministra la cosa pubblica, e i cittadini, chiamati in causa solo al momento del voto.

Abbiamo deciso di prendere posizione, di attivarci ed interrogarci su come poter stimolare un confronto pubblico che andasse oltre le modalità distorte con cui la riforma viene discussa nei dibattiti e nel talk show televisivi.

Sono nate, così, le Agorà per il NO.

Il nostro tentativo di costruire nelle piazze, nelle scuole e nelle università, uno spazio di discussione pubblico e aperto, in cui poter liberamente esprimere i propri punti di vista, le proprie perplessità e i propri dubbi e potersi fermare ad ascoltare le riflessioni e le considerazioni maturate dagli altri.

Piazzetta della Pioggia - Bologna

Durante il percorso: Agorà per il NO

Nei fatti un modo per realizzare, collettivamente e dal basso, una visione diversa della democrazia, fondata sulla partecipazione e sul protagonismo delle persone e non sul potere delle lobby politiche e finanziarie.

Siamo giovani, forse abbiamo poca esperienza, ma siamo convinti che nella nostra società si sia aperta una frattura profonda e pericolosa che va analizzata attentamente ma, anche e soprattutto, aggredita con decisione e determinazione, sperimentando nuovi modi nuovi di comunicare, nuove forme dello stare insieme e nuovi strumenti di partecipazione, in grado di riempire la distanza sempre più grande che si aperta tra i nostri bisogni, i nostri sogni, le nostre aspirazioni e le ingiustizie, le storture e le barbarie della realtà che ci circonda.

Ci vediamo Lunedì 21 Novembre alle 19:00 per l’Assemblea pubblica camminare domandando perché sentiamo la necessità di confrontarci con le tante e i tanti che hanno preso parte al percorso, interrogandoci sui prossimi passi e domandandoci come affrontare sempre meglio le sfide che abbiamo deciso di inseguire.

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RISULTATI-ELEZIONI-COMUNALI-2016-BOLOGNA-ok1-770x418

Elezioni amministrative 2016

elezioni amministrative

Elezioni amministrative 2016

Il 5 Giugno si è votato per le elezioni amministrative per scegliere il nuovo sindaco di Bologna. A sfidare Virginio Merola, in corso per il secondo mandato si sono canditati: Lucia Borgonzoni, Federico Martelloni, ed i meno noti Sergio Celloni e Mirko De Carli.
Il Circolo Arci RitmoLento ha deciso di organizzare prima di questo importante momento elettorale due momenti di confronto:

Un dibattito con Rete della ConoscenzaArci Bologna e Libera Bologna per discutere insieme delle proposte provenienti dalle organizzazioni sociali e interrogarsi sulla prospettiva verso cui tende il lavoro quotidiano svolto dalle tante e tanti militanti e volontari delle associazioni, sul modello di città al quale aspirano, sui cambiamenti che devono trasformare il rapporto che tra sociale e politico, tra rappresentati e rappresentanti, tra organismi intermedi e istituzioni.

Un incontro con
Federico Martelloni – candidato sindaco per Coalizione Civica
Davide Conte Ex Assessore alla Cultura e all’Università del Comune di Bologna e candidato di Città Comune con Amelia 
Cristiano Roncuzzi Candidato Consigliere con il Movimento 5 Stelle

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25 aprile

Percorsi Antifascisti verso il 25 Aprile

Quest’anno ricorre il 71° anniversario della Liberazione dall’occupazione Nazi-Fascista, riuscita grazie al sacrificio e al coraggio di migliaia di partigiane e partigiani che coraggiosamente hanno imbracciato le armi contro il regime.

Il 25 Aprile è sicuramente un momento necessario a conservare il ricordo dei terribili avvenimenti accaduti in Italia e in Europa prima e durante la II Guerra Mondiale.

Tenere viva la memoria di quegli anni bui è un impegno che tutte e tutti dobbiamo assumerci, per non lasciare che vengano dimenticate le condizioni e i fattori che consentirono al nazi-fascismo di prendere il potere e conservarlo tanto a lungo e per evitare che le barbarie del passato tornino a ripetersi.

Al RitmoLento, però, il 25 Aprile è stato anche un momento in cui provare a riflettere sulle nuove forme di fascismo che si stanno pericolosamente diffondendo nelle nostre città, su cosa possiamo fare per contrastarle e i modi per difendere e trasmettere i valori dell’antifascismo militante.

Sopratutto, l’obiettivo è ricercare strumenti e pratiche per combattere le forme più striscianti e pericolose di fascismo che spingono all’odio e alla discriminazione verso il diverso.

I terribili eventi che si stanno susseguendo in questi mesi, dalle morti in mare alle ronde, dai muri di filo spinato agli accordi spregevoli con dittatori sanguinari, hanno spinto il RitmoLento a dedicare il percorso verso il 25 Aprile al tema delle migrazioni.

Si sono quindi susseguiti tre eventi nel mese di Aprile:

“Non occorre essere forti per affrontare il fascismo nelle sue forme pazzesche e ridicole: occorre essere fortissimi per affrontare il fascismo come normalità, come codificazione, direi allegra, mondana, socialmente eletta, del fondo brutalmente egoista di una società”.

Pier Paolo Pasolini

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Prova

  • Via San Carlo e le sue storie
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