Crea sito

Appello

Per un 4 dicembre (ri) costituente
Agorà per il NO a Bologna – Per un 4 Dicembre (Ri)costituente

 

Questo è l’appello di lancio della campagna sul referendum costituzionale del RitmoLento

Finalmente conosciamo la data in cui saremo chiamati ad esprimerci sulla riforma costituzionale promossa dal Governo.

In quanto studenti e precari vogliamo avviare un percorso verso il 4 Dicembre che sia basato sul confronto reale tra tutti quei cittadini costretti a subire passivamente le scelte intraprese negli ultimi decenni dai governi di centro destra e centro sinistra.
Per fare questo crediamo innanzitutto che sia necessario condividere gli strumenti necessari per analizzare nel dettaglio la riforma Renzi – Boschi. Ogni giorno infatti osserviamo come la maggior parte dei grandi media dia un sempre maggiore spazio ai sostenitori del Sì, i quali spesso non fanno altro che attenersi alla ripetizione di slogan, senza mai discutere dell’effettivo merito della riforma e senza voler aprire realmente le discussione in tutto il Paese.

Proprio per questo, come spazio sociale “Ritmolento”, oltre all’organizzazione di uno sportello per garantire il voto a studenti e lavoratori fuorisede, promuoveremo una campagna informativa all’interno del quartiere e in tutta la città di Bologna, affinchè siano ben chiare la ragioni per le quali i giovani intendono dare vita ad un NO che sia (Ri)costituente, che metta al centro del dibattito tanto la riforma stessa, quanto soprattutto l’attuazione dei diritti sanciti dalla carta costituzionale. A tal proposito è necessario analizzare attentamente non solo l’iter giuridico e parlamentare della riforma, ma anche il portato storico-politico che la contraddistingue. Il documento prodotto nel 2013 da JP Morgan parla chiaro: le costituzioni antifasciste europee vanno stravolte e piegate alle logiche di mercato per produrre una “maggiore integrazione europea”. Continuando a leggere vediamo come la banca d’investimenti americana sostenga la tesi per la quale diviene impossibile applicare l’austerity nel caso in cui cui le costituzioni prevedano “tutele dei diritti dei lavoratori” oppure “la licenza di protestare se sono proposte modifiche sgradite dello status quo”.

Appare chiaro come le scelte politiche degli ultimi governi italiani ed europei vadano nella stessa direzione suggerita da JP Morgan, la quale – ci teniamo a ricordare – è stata denunciata dal governo federale statunitense per essere responsabile della crisi economica del 2008. Il Jobs Act in Italia, la Loi Travail del governo Hollande in Francia, e la legge Peeters in Belgio sono solo alcuni degli esempi di riforme strutturali del diritto del lavoro negli stati europei e nonostante alcune differenze, sono tutte volte all’eliminazione della rigidità del mercato del lavoro, favorendo le grandi aziende a scapito dei lavoratori, riducendo la possibilità di trattativa da parte dei sindacati: i licenziamenti, dalla data di approvazione della riforma del governo Renzi, sono aumentati del 7%. Ricordiamo inoltre come la Costituzione sia già stata modificata dal governo Monti, anche grazie al sostegno del Partito Democratico, inserendo il pareggio di bilancio nell’articolo 81; una modifica fortemente voluta dalla governance europea per legittimare ancora una volta forti tagli alla spesa sociale. Come non pensare, inoltre, alla legge Gelmini e all’ultima “Buona Scuola”, volte allo svilimento del ruolo pubblico della scuola italiana, incrementando al contempo le disuguaglianze, la competizione, la privatizzazione sostanziale del diritto al sapere. La distruzione dei diritti sociali è un fenomeno in atto da più di vent’anni e la nostra generazione rischia di non conoscere alcuna delle tutele sociali previste dai nostri padri costituenti.

Vogliamo essere “figli costituenti”, vogliamo che il nostro NO sia sinonimo di una reale alternativa costruita grazie alla partecipazione, grazie alle rivendicazioni su istruzione, lavoro, welfare e ambiente. La riforma costituzionale costituisce l’attacco finale alla democrazia, sottraendo sovranità all’unico soggetto che dovrebbe esserne titolare: il popolo. Non possiamo infatti permettere che il combinato disposto con l’Italicum vada a configurare una situazione in cui un solo partito con una legittimazione popolare irrisoria potrà essere detentore di un premio di maggioranza spropositato. Non possiamo permettere che un Parlamento eletto con una legge elettorale giudicata incostituzionale modifichi ben 47 articoli, più di un terzo dei 139 totali. Non possiamo permettere che l’introduzione della clausola di supremazia nel titolo V crei la situazione per la quale il governo vada a imporre alle comunità locali la costruzione di grandi opere inutili e dannose per i lavoratori, per la salute e per l’ambiente. Ci chiediamo come può esserci un avanzamento democratico se l’articolo 70, concernente i nuovi, confusi e complicati iter legislativi, sia completamente incomprensibile, anche per famosi giuristi.

La democrazia non si costruisce a colpi di maggioranza e accentramenti autoritari, ma tramite i processi dal basso, fondati sui reali bisogni materiali dei cittadini.

È questa visione che ci ha spinto a dare vita ad un circolo in cui poterci riappropriare dei nostri tempi e dei nostri spazi, a praticare democrazia dal basso nel nostro quartiere e ad organizzarci per promuovere le Agorà per il NO nelle piazze pubbliche di Bologna. Spazi di discussione di tutte e tutti con una forte valenza simbolica, capaci di comunicare la volontà di tanti cittadini di tornare ad appropriarsi del proprio potere decisionale a partire dai luoghi pubblici, per organizzare l’attivazione per il No, per intrecciare solitudini, bisogni negati, aspirazioni frustrate e costruire tutti assieme una speranza per questa città e il Paese intero. Lanciamo le Agorà per il NO con generosità e curiosità, perché dalla vittoria del NO al referendum del 4 dicembre possiamo aprire una stagione di conquista di nuovi diritti e democrazia per tutte e tutti, per la maggioranza esclusa che non vuole più essere presa in giro da lobby finanziarie e politiche. Informiamoci, organizziamoci, agitiamoci, per un 4 dicembre (Ri)costituente!

 

Vuoi organizzare un’agorà nel tuo quartiere?

Contattaci

324/9014816 (Alessandro)

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

Prova

  • Via San Carlo e le sue storie
    Via San Carlo e le sue storie
  • I giorni della tragedia
    I giorni della tragedia